Cosa succede se l’azienda rifiuta la cessione del quinto?

Cosa succede se l’azienda rifiuta la cessione del quinto?

La cessione del quinto è un prestito personale erogato da alcune banche e istituti finanziari che permette di ottenere una somma di denaro, da restituire con un piano di ammortamento a rate mensili, in cui la rata non può superare il quinto dello stipendio o della pensione netta del richiedente.

Ma cosa succede se l’azienda rifiuta la cessione del quinto? Vediamo insieme quali sono le conseguenze e le possibili soluzioni.

Innanzitutto, è importante sapere che l’azienda non può rifiutare la cessione del quinto se il richiedente ha i requisiti necessari, ovvero un contratto di lavoro a tempo indeterminato o una pensione INPS e un netto mensile sufficiente a garantire il rimborso della rata.

Tuttavia, se l’azienda rifiuta la cessione del quinto, ci sono diverse situazioni che possono verificarsi:

1. L’azienda non ha fornito le informazioni richieste. In questo caso, il richiedente può rivolgersi al datore di lavoro e chiedere di fornire le informazioni richieste entro 5 giorni lavorativi. In caso di mancata risposta, l’azienda può essere sanzionata.

2. L’azienda rifiuta la cessione per motivi legittimi. In questo caso, il richiedente può provare a negoziare con l’azienda per trovare una soluzione che permetta di ottenere il prestito.

3. L’azienda rifiuta la cessione per motivi illegittimi. In questo caso, il richiedente può rivolgersi alla magistratura del lavoro per ottenere il riconoscimento del proprio diritto alla cessione del quinto e chiedere un risarcimento per i danni subiti.

In ogni caso, se l’azienda rifiuta la cessione del quinto, il richiedente può provare a rivolgersi ad altre banche o istituti finanziari per ottenere il prestito, anche se ciò potrebbe comportare un aumento dei tassi di interesse e delle spese accessorie.

In conclusione, se l’azienda rifiuta la cessione del quinto, è importante sapere che il richiedente ha dei diritti e che può rivolgersi alle autorità competenti per ottenere il riconoscimento di tali diritti. Tuttavia, è sempre preferibile cercare di trovare una soluzione amichevole con l’azienda per evitare lunghe e costose procedure legali.

Mattia Rizzo